Sulla rivista
«Teatro e Storia» è una rivista di studi teatrali open access fondata nel 1986 da Fabrizio Cruciani (1941-1992), Claudio Meldolesi (1942-2009), Ferdinando Taviani (1942-2020), Franco Ruffini, Nicola Savarese (1945-2024), Eugenia Casini Ropa e Daniele Seragnoli. A partire dal 2000 alla casa editrice iniziale, il Mulino, di Bologna, è subentrato l’editore Bulzoni, di Roma. Mirella Schino dirige la rivista dal 2003.
«Teatro e Storia» è una rivista di studi teatrali open access, indicizzata in ISI Web of Science. È stata fondata nel 1986 da Fabrizio Cruciani (1941-1992), Claudio Meldolesi (1942-2009), Ferdinando Taviani (1942-2020), Franco Ruffini, Nicola Savarese (1945-2024), Eugenia Casini Ropa e Daniele Seragnoli. A partire dal 2000 alla casa editrice iniziale, il Mulino, di Bologna, è subentrato l’editore Bulzoni, di Roma. Mirella Schino dirige la rivista dal 2003. Benché la redazione abbia conosciuto profonde trasformazioni, una delle sue caratteristiche rimane quella di essere un ambiente di studi comuni, di scambi e di discussione per un modo complesso di studiare la storia del teatro, che privilegi l’interesse per gli uomini e le donne nel teatro, più che per teorie astratte o per poetiche. Al centro degli interessi di questa rivista più che poetiche o teorie astratte stanno esseri umani, persone di teatro come spettatori, importanti o sconosciuti. Quello che inseguiamo nella storia sono i loro comportamenti in scena, sotto forma di tecniche, abitudini, scelte, e nella vita: cioè scelte, strategie, relazioni, battaglie. Siamo interessati al rapporto del teatro con la storia del loro tempo, e a quello tra spettacoli e memoria degli spettatori. Indaghiamo la cultura degli attori quanto quella del pubblico. Per questo, oltre ai saggi, pubblichiamo “lettere” di persone di teatro, che sono testimonianze sulle loro esperienze tali da poter interessare tutti gli altri, e pubblichiamo storie di vita in cui, attraverso un racconto individuale, si testimonia un’epoca o un problema. Questione prioritaria per «Teatro e storia» èinoltre la volontà di essere palestra per studiosi più giovani come per studiosi affermati. Anche per questo, nel 2009 abbiamo adottato il sistema «peer review».
E sempre per questo, oltre ai saggi, stanno trovando sempre più spazio nei diversi numeri i «Dossier»: raccolte di materiali di diversi, frutto del lavoro in collaborazione di vari autori, momenti di discussione, esplorazioni di interrogativi, di scompaginamento di punti di vista consolidati. Siamo una rivista che vorrebbe trattare la storia come argomento attuale – e l’attualità come argomento storico, e abbiamo sempre curato con particolare cura le zone di confine.Definire la linea di una rivista è sempre una forzatura. Una rivista vive anche dell’imprevisto, di studi che vengono proposti dall’esterno, di contributi che non hanno a che vedere con una programmazione. Ogni buona rivista, però, ha un odore particolare. «Teatro e Storia» ha una propensione per studi che cerchino, anche parzialmente e imperfettamente, di illuminare nuovi problemi, di indicare nuovi punti di vista, di porsi domande anomale, di intrecciare le prospettive disciplinari, più che di riempire i contenitori del sapere. Con la consapevolezza che esiste un teatro senza nome – in gran parte identificabile con il lavoro dell’attore, persino quando si tratta di attori famosi –, e che il nostro compito è in primo luogo coltivarne il rispetto e la vita futura. Con la convinzione che il teatro sopravvive a sé stesso solo quando mette radici, ed è quindi necessario andare a caccia dei diversi sistemi in cui si radica, nella memoria e nella pratica. «Teatro e Storia» non è una rivista focalizzata sull’attualità, ma comprende anche interventi che riguardano spettacoli e vita teatrale di questi anni, purché sappiano raccontare nello stesso modo in cui devono farlo i saggi sul passato: con attenzione alle relazioni, con il desiderio di proporre problemi nuovi al posto di verità accertate. «Teatro e storia» non rappresenta una «scuola», ma un ambiente. Quello che ha sempre accomunato la nostra redazione sono state situazioni di discussione fertili, che hanno minato convinzioni accettate e hanno determinato nuove direzioni negli studi. Dopo «Biblioteca Teatrale», «Teatro e Storia» è la rivista di studi teatrali italiani di più lunga durata. La longevità è un mezzo per valutare la tradizione in divenire di una pubblicazione. Ci porta a interrogarci sul futuro.