Contraria sunt complementa. Mail e messaggi a mano sul Terzo Teatro
Abstract
Il “Terzo Teatro” appartiene alla mia biografia e alla mia professione. Soprattutto alla prima, ma ho continuato a discuterne, come qui racconto, con Mirella Schino ed Eugenio Barba, per mail, per lettera e di persona. Per me il tratto distintivo del Terzo Teatro è stata la centralità del livello pre-espressivo, il lavoro dell’attore su e per un corpo-mente sensibile. Eugenio Barba ne ha parlato come di un modo di dar senso al teatro. Mirella Schino ha scritto di una storia costruita da basso, non solo dai grandi protagonisti. Io ho ribadito la centralità di Barba, che non ha dato solo un nome, ma ha definito il fenomeno come un tertium tra teatro e vita. Barba è di diverso avviso, e basterebbe questo a chiudere la partita, se fosse una partita. Ma non lo è: è una passione condivisa.
Parole chiave
Eugenio Barba
Franco Ruffini
Franco Ruffini ha insegnato Discipline dello Spettacolo, dapprima nello storico DAMS di Bologna, poi a Bari e infine a Roma Tre, fino al pensionamento nel 2010. Dopo studi sul Rinascimento, si è occupato soprattutto di teatro del Novecento e della problematica dell’attore. Tra le sue pubblicazioni in volume: I teatri di Artaud. Crudeltà, corpo-mente, Bologna 1996; Stanislavskij. Dal lavoro dell’attore al lavoro su di sé, Roma-Bari 2003 e 2005; Craig, Grotowski, Artaud. Teatro in stato d’invenzione, Roma-Bari 2009; L’attore che vola. Boxe, acrobazia, scienza della scena, Roma 2010, Grotowski e Gurdjieff, Napoli 2019. È tra i fondatori dell’ISTA (International School of Theatre Anthropology), ideata e diretta da Eugenio Barba.