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Tradurre per il teatro. Un commento su Polvere/Dust di Saverio la Ruina

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Abstract

La traduzione di testi teatrali, scritti per essere detti e agiti sulla scena, è un salto mortale con livelli di difficoltà crescenti. Ci si sofferma qui sul primo di questi livelli, la resa da una lingua a un’altra, riferendoci a Polvere. Dialogo tra uomo e donna del drammaturgo e regista Saverio La Ruina e mostrando come anche un testo in apparenza “facile” da tradurre sotto il profilo linguistico presenti vincoli intratestuali molto stringenti dal punto di vista stilistico e pragmatico.


Angela Albanese

Angela Albanese insegna Letteratura italiana all’Università di Modena e Reggio Emilia. Si occupa di letterature comparate, teoria della traduzione e teatro contemporaneo. Fra i suoi volumi, Metamorfosi del Cunto di Basile. Traduzioni, riscritture, adattamenti (Longo, 2012); L’artefice aggiunto. Riflessioni sulla traduzione in Italia: 1900-1975 (curato con Franco Nasi, Longo, 2015); Identità sotto chiave. Lingua e stile nel teatro di Saverio La Ruina (Quodlibet, 2017); Linguaggi, esperienze e tracce sonore sulla scena (curato con Maria Arpaia, Longo, 2020).