Training. In occasione dei trent’anni del Ponte dei Venti
Abstract
Forse parte di quello che sto per raccontare l’ho già detto altrove, ma l’ho fatto finora sempre in contesti in cui si raccontava la storia dell’Odin Teatret. Però in questo modo il ricordo rimane legato a un solo ambiente. Per questo è bene ritornarci su, rifletterci ancora. Ci sono molte cose di quella esperienza estrema che è stato il “training” all’Odin, quando ci sono arrivata, e poi per molti anni dopo, che mi sembra non dovrebbero essere dimenticate. Per questo ho deciso di parlarne ancora una volta, e di farlo in occasione dei trent’anni della esperienza pedagogica di lunga durata che ho fondato, il Ponte dei Venti. Credo che capiti spesso: a un certo punto della propria vita un attore può sentire non solo il desiderio, ma l’urgenza di passare la propria esperienza a qualcun altro. E raccontarla è uno dei modi di farlo. Ma è anche un modo per pagare un debito, ancora una volta: stavo molto male quando arrivai qui, in questo teatro, nel 1966 e se non fossi entrata all’Odin non so che cosa sarebbe successo di me. Penso che sarei finita in un ospedale psichiatrico: da parecchi anni ero tossicodipendente. Il training non è un modo “per star bene”, è un allenamento dell’attore. Pure, quando pensa al proprio percorso, forse un attore non dovrebbe dividere il proprio sé intimo da se stesso attore.
Parole chiave
Odin Teatret
Iben Nagel Rasmussen
Attrice, regista, pedagoga e scrittrice. È stata la prima attrice ad unirsi all’Odin Teatret dopo il suo arrivo a Holstebro nel 1966. Dal 1989, conduce il Ponte dei Venti, una sperimentazione pedagogica di lunga durata. Nel 1986 ha ricevuto il premio come Migliore attrice al Bitef di Belgrado, Jugoslavia, e nel 1991 il Håbets Pris (il “Premio della Speranza”) in Danimarca. Ha pubblicato: Brev til en veninde, 1993; Den blinde hest, 1998 (Il cavallo cieco. Dialoghi con Eugenio Barba, a cura di Mirella Schino e Ferdinando Taviani, 2006), Den fjerde Dør, 2012 e articoli in riviste come «Teatro e Storia» e «The Open Page». È l’autrice, regista e attrice degli spettacoli Il libro di Ester e Halfdansk Rapsodi.
Francesca Romana Rietti
Francesca Romana Rietti insegna Storie e culture degli spazi teatrali all’Università di Roma Tre. Si è occupata del mimo corporeo di Étienne Decroux e, in particolar modo, del suo allievo Jean-Louis Barrault (su cui ha pubblicato il volume Jean-Louis Barrault. Artigianato teatrale, Roma, Bulzoni, 2010), di pedagogia teatrale e drammaturgia dell’attore. Nel 2008, con Mirella Schino e Valentina Tibaldi, ha fondato gli Odin Teatret Archives, con cui tuttora collabora. Nel febbraio del 2015, una parte degli originali dei documenti conservati presso gli Odin Teatret Archives è stata acquisita dalla Biblioteca Reale di Copenaghen <www.db.dk>. Dal 1996 al 2003 ha fatto parte del progetto pedagogico internazionale The Bridge of Winds, diretto e fondato dall’attrice Iben Nagel Rasmussen e, tra il 2000 e il 2004, è stata consulente letteraria del danese Teatret Om con cui dal 2018 ha ripreso a lavorare, curando progetti archivistici. Collabora dal 2013 a «L’Indice dei Libri del Mese» e fa parte dal 2014 del comitato di redazione di «Teatro e Storia».
Mirella Schino
Mirella Schino dirige la rivista «Teatro e Storia». Ha co-creato e diretto gli Odin Teatret Archives. Principali filoni della sua ricerca: il Grande Attore ottocentesco; teatri-laboratorio del secondo Novecento; i maestri di teatro di inizio Novecento. I suoi libri più recenti sono: Racconti del Grande Attore. Tra la Rachel e la Duse (Imola, Cue-Press, 2016); The Odin Teatret Archives (London, Routledge, 2017); An Indra’s Web. The Age of Appia, Craig, Stanislavski, Meyerhold, Copeau, Artaud (Holstebro-Wrocław-Malta, Icarus, 2018).