Un teatro indifeso. Il fascismo e la fine della microsocietà degli attori
Abstract
Il Dossier è uno dei risultati di una ricerca PRIN 2022. Si concentra particolarmente, ma non solo, sugli anni Trenta, spesso attraverso il filo di storie rappresentative di donne. Punto di partenza è il teatro di prosa, professionista e amatoriale, da cui si sviluppa una esplorazione di livelli nell’ottica del periodo meno centrali, materializzazione di pulsioni più o meno sperimentali, tra danza e prosa. Il discorso si apre in ramificazioni relative alla presenza della polizia politica; all’influenza anche sul teatro dei rapporti crescenti con la Germania; all’emergere, tra guerra e dopoguerra, di una generazione di registi “diplomati”, formati dall’Accademia di d’Amico; alle drammaturghe.
Primo saggio è quello di Mirella Schino, Un teatro indifeso. Il fascismo e la fine della microsocietà degli attori. Pur con un particolare riferimento al versante femminile, ad attrici e capocomiche, il saggio indaga in generale le modalità con cui, durante il fascismo, la cultura degli attori implode e muore senza lasciare semi o eredità. Determinante, in questo, è stata la resa degli attori stessi, affannati nell’adeguarsi passivamente al nuovo, spinti dalla consapevolezza di un cambiamento teatrale internazionale, ma soprattutto dal gusto fascista per la modernizzazione. Negli anni Trenta subentrano le poche grandi riforme e le moltissime piccole modificazioni immaginate e gestite dal governo. Il potere decisionale viene trasferito da attori e capocomici a burocrati, e, in misura minore, a impresari e régisseurs. Mentre l’autorevolezza dei critici viene incrinata, aumenta quella delle molte commissioni preposte al teatro. La logica del fascismo garantisce che tutte queste nuove forme di potere siano gestite da uomini, iniziando una consuetudine che permarrà nel dopoguerra.
Parole chiave
teatro nel fascismo, microsocietà degli attori, capocomicato, nascita della regia, régisseurs, attrici e capocomiche
Mirella Schino
Mirella Schino insegna Discipline dello spettacolo presso l’Uni-versità Roma Tre. Precedentemente ha insegnato presso l’Università di Torino, e, per molti anni, dell’Aquila. Dirige la rivista di studi «Te-atro e Storia». Ha creato gli archivi dell’Odin Teatret (Odin Teatret Archives). Tra i suoi libri: Il teatro di Eleonora Duse (1992 e 2008); Racconti del Grande Attore (2016), Alchemists of the Stage. Theatre Laboratories in Europe (2009), L’età dei maestri. Appia, Craig, Sta-nislavskij, Mejerchol’d, Copeau, Artaud e gli altri (2017); The Odin Teatret Archives (2018), Eleonora Duse. Storia e immagini di una ri-voluzione teatrale (2023).