Il teatro nell’archivio della Polizia politica 1927-1944
Abstract
Il Dossier è uno dei risultati di una ricerca PRIN 2022. Si concentra particolarmente, ma non solo, sugli anni Trenta, spesso attraverso il filo di storie rappresentative di donne. Punto di partenza è il teatro di prosa, professionista e amatoriale, da cui si sviluppa una esplorazione di livelli nell’ottica del periodo meno centrali, materializzazione di pulsioni più o meno sperimentali, tra danza e prosa. Il discorso si apre in ramificazioni relative alla presenza della polizia politica; all’influenza anche sul teatro dei rapporti crescenti con la Germania; all’emergere, tra guerra e dopoguerra, di una generazione di registi “diplomati”, formati dall’Accademia di d’Amico; alle drammaturghe.
La scheda Il teatro nell’archivio della polizia politica. 1927-1944 di Fabrizio Pompei racconta l’attività di sorveglianza esercitata dalla polizia politica fascista nei confronti del mondo teatrale attraverso alcuni documenti, opera di informatori o agenti di polizia, per quel che riguarda tre attrici presenti in altri saggi: Tatiana Pavlova, Kiki Palmer ed Emma Gramatica. Vengono così osservate, da un’altra prospettiva, le dinamiche tra potere e teatro.
Parole chiave
polizia politica, fascismo, Tatiana Pavlova, Kiki Palmer, Emma Gramatica
Fabrizio Pompei
Fabrizio Pompei insegna Storia dello spettacolo e Regia all’Accademia di Belle Arti di Firenze. È curatore della Rassegna “L’Opera Cinematografica tra restauro e conservazione” per il MAXXI L’Aquila e fondatore e regista della Compagnia della Contessa. Ha realizzato documentari come: Gianfranco de Bosio: una vita per Ruzante per raicultura.it, e mostre come: Paola Borboni e Una generazione in fermento. Arte e vita a fine Ventennio. Tra le sue pubblicazioni il volume: Teatro al centro. Grassi, Strehler, de Bosio: registi tra dittatura e repubblica (Menabò, 2020).