Donna Paola e le autrici di teatro nel fascismo
Abstract
Il Dossier è uno dei risultati di una ricerca PRIN 2022. Si concentra particolarmente, ma non solo, sugli anni Trenta, spesso attraverso il filo di storie rappresentative di donne. Punto di partenza è il teatro di prosa, professionista e amatoriale, da cui si sviluppa una esplorazione di livelli nell’ottica del periodo meno centrali, materializzazione di pulsioni più o meno sperimentali, tra danza e prosa. Il discorso si apre in ramificazioni relative alla presenza della polizia politica; all’influenza anche sul teatro dei rapporti crescenti con la Germania; all’emergere, tra guerra e dopoguerra, di una generazione di registi “diplomati”, formati dall’Accademia di d’Amico; alle drammaturghe.
Nel saggio Donna Paola e le autrici di teatro nel fascismo, Raffaele Rezzonico esplora, attraverso un esempio significativo, il problema della drammaturgia femminile. Durante il fascismo, su giornali e riviste non si parla quasi mai di autrici di teatro: le drammaturghe sono proporzionalmente pochissime, i giornalisti e critici teatrali quasi tutti uomini. Fa eccezione a questo panorama di silenzio un articolo sulle «autrici drammatiche» pubblicato, nel 1937, dalla scrittrice e giornalista femminista Paola Grosson in una precaria nicchia editoriale femminile, l’«Almanacco annuario della donna italiana». Lo scritto di “Donna Paola” permette di rilevare e discutere alcune questioni relative al nesso tra genere, potere e autorialità teatrale prima e dopo il consolidarsi del regime fascista e la definitiva archiviazione del femminismo storico. Tra queste, l’assonanza tra le motivazioni che impedirebbero alla donna di essere autrice drammatica con quelle che la esautorano dalla partecipazione politica e dalla capacità giuridica familiare, e gli elementi di continuità e discontinuità nelle posture sociali e nel riconoscimento autoriale delle drammaturghe.
Parole chiave
Paola Grosson, autrici, drammaturgia
Raffaele Rezzonico
Raffaele Rezzonico ricerca e produce nel campo delle arti performative e della creazione audiovisiva con un approccio transdisciplinare, situato e collaborativo. Ha realizzato spettacoli, film, studi teorici e percorsi di ricerca e formazione esperienziale insieme a enti di produzione, giornali, università, scuole, dipartimenti di salute mentale, enti territoriali, in progetti locali ed europei. È laureato in Lettere classiche, PhD in Neuroscienze cognitive ed educatore del movimento somatico. È socio fondatore di Mirmica ETS (arte e sviluppo di comunità) e di La Fournaise (cinema e territorio). Ha lavorato per la cattedra di Storia del teatro e dello spettacolo dell’Università di Bergamo.