Salta al menu principale di navigazione Salta al contenuto principale Salta al piè di pagina del sito

Beryl Hight. Un’artista trasversale nel teatro italiano

PDF

Abstract

Il Dossier è uno dei risultati di una ricerca PRIN 2022. Si concentra particolarmente, ma non solo, sugli anni Trenta, spesso attraverso il filo di storie rappresentative di donne. Punto di partenza è il teatro di prosa, professionista e amatoriale, da cui si sviluppa una esplorazione di livelli nell’ottica del periodo meno centrali, materializzazione di pulsioni più o meno sperimentali, tra danza e prosa. Il discorso si apre in ramificazioni relative alla presenza della polizia politica; all’influenza anche sul teatro dei rapporti crescenti con la Germania; all’emergere, tra guerra e dopoguerra, di una generazione di registi “diplomati”, formati dall’Accademia di d’Amico; alle drammaturghe.

Il saggio Beryl Hight. Un’artista trasversale nel teatro italiano di Andrea Scappa sposta il discorso su zone meno centrali, nell’ottica delle riviste specializzate del periodo, indagando la figura dell’artista inglese Beryl Hight, che agisce a Milano in contesti teatrali ed extra-teatrali tra gli anni Venti e Trenta, realizzando burattini, scene e costumi, ma anche dispiegando competenze registiche, insieme al marito, l’attore Gualtiero Tumiati. Nel ricostruire la sua attività si attraversano il teatro per l’infanzia, i teatrini d’arte come la Sala Azzurra e i circoli culturali. Il saggio si muove tra questi e altri territori, provando a illuminare una figura, non ancora studiata, che si presenta come la prima scenografa italiana, o quanto meno colei che ha conferito un segno nuovo a questo settore.

Parole chiave

Beryl Hight, Milano, scenografe, teatro per l'infanzia, Sala Azzurra, teatri d'arte


Andrea Scappa

Andrea Scappa è assegnista di ricerca all’Università Roma Tre per il progetto PRIN Donne, teatro, fascismo, diretto da Mirella Schino. Cultore della materia in Discipline dello spettacolo, sta partecipando al progetto di ricerca, studio e disseminazione relativo all’Archivio Orazio Costa della Fondazione Teatro di Toscana. I suoi interessi si concentrano sul teatro italiano del Novecento, in particolare sulla pratica attorica e le sue interazioni con il fenomeno della regia.