Donne e danza durante il Ventennio: per una geografia
Abstract
Il Dossier è uno dei risultati di una ricerca PRIN 2022. Si concentra particolarmente, ma non solo, sugli anni Trenta, spesso attraverso il filo di storie rappresentative di donne. Punto di partenza è il teatro di prosa, professionista e amatoriale, da cui si sviluppa una esplorazione di livelli nell’ottica del periodo meno centrali, materializzazione di pulsioni più o meno sperimentali, tra danza e prosa. Il discorso si apre in ramificazioni relative alla presenza della polizia politica; all’influenza anche sul teatro dei rapporti crescenti con la Germania; all’emergere, tra guerra e dopoguerra, di una generazione di registi “diplomati”, formati dall’Accademia di d’Amico; alle drammaturghe.
Segue un piccolo gruppo di interventi sul mondo della danza che rispecchiano similarità e differenze con gli altri tentativi di sperimentazione del periodo. Giulia Taddeo, nel saggio Donne e danza durante il Ventennio: per una geografia, tratteggia una possibile mappatura geografica della danza moderna, non accademica, al tempo del fascismo, ponendo al centro l’operato delle donne in quanto danzatrici, coreografe, maestre. Nel comporre questo panorama il punto di vista adottato è di carattere relazionale: non ci si concentra, cioè, tanto sui luoghi fisici (come i teatri, le scuole, le istituzioni), quanto sulle biografie delle artiste, sui loro spostamenti, sui contesti che hanno via via attraversato e, eventualmente, modificato.
Parole chiave
fascismo, danza moderna, danza non accademica, danzatrici
Giulia Taddeo
Giulia Taddeo è ricercatrice in Discipline dello spettacolo presso l’Università degli Studi di Genova. Si occupa prevalentemente di danza italiana del Novecento. Ha pubblicato: Un serio spettacolo non serio. Danza e stampa nell’Italia fascista (Mimesis, 2017); Festivaliana. Festival, culture e politiche di danza al tempo del miracolo italiano (I Libri di Emil, 2020); Danze futuriste. Testi e pretesti (Kinetès, 2023).