Ginnastica, danza e arte del movimento tra Milano e Sabratha: l’esperienza di Carla Strauss. Scheda
Abstract
Il Dossier è uno dei risultati di una ricerca PRIN 2022. Si concentra particolarmente, ma non solo, sugli anni Trenta, spesso attraverso il filo di storie rappresentative di donne. Punto di partenza è il teatro di prosa, professionista e amatoriale, da cui si sviluppa una esplorazione di livelli nell’ottica del periodo meno centrali, materializzazione di pulsioni più o meno sperimentali, tra danza e prosa. Il discorso si apre in ramificazioni relative alla presenza della polizia politica; all’influenza anche sul teatro dei rapporti crescenti con la Germania; all’emergere, tra guerra e dopoguerra, di una generazione di registi “diplomati”, formati dall’Accademia di d’Amico; alle drammaturghe.
Segue un piccolo gruppo di interventi sul mondo della danza che rispecchiano similarità e differenze con gli altri tentativi di sperimentazione del periodo. Nella scheda Ginnastica, danza e arte del movimento tra Milano e Sabratha: l’esperienza di Carla Strauss, Simona Silvestri affronta il caso di Carla Strauss. Danzatrice, coreografa, pedagoga, Strauss realizza le coreografie per le celebri rappresentazioni classiche dirette da Guido Salvini al Teatro romano di Sabratha, in Libia, nel 1937 e nel 1938, articola nel 1933 la sua personale riflessione sull’educazione corporea con la pubblicazione del suo primo manuale, avvia alla fine degli anni Venti una scuola a Milano, che riesce a mantenere attiva fino agli anni Novanta. Il vigore con cui Strauss ha portato avanti tale progetto probabilmente trae linfa dalla sua vicinanza con alcuni contesti di emancipazione e formazione femminili europei e statunitensi, come quello della scuola di Loheland e dell’associazione laica Soroptimist, le cui idee hanno trovato così una forma di circolazione e di sopravvivenza anche nell’Italia fascista.
Parole chiave
Carla Strauss, danza moderna, emancipazione femminile, formazione femminile
Simona Silvestri
Simona Silvestri è dottoranda in Culture, pratiche e tecnologie del cinema, dei media, della musica, del teatro e della danza all’Università Roma Tre con un progetto che indaga la ritmica dalcroziana attraverso la produzione fotografica di Frédéric Boissonnas. È membro del gruppo Fotografia e Danza coordinato da Samantha Marenzi, attivo dal 2018 in collaborazione tra Officine Fotografiche e il corso di studi daMS dell’Università Roma Tre, e autrice di una serie di iniziative artistiche, scientifiche e editoriali. Fra queste l’organizzazione del convegno annuale Grafie del corpo. Studi e ricerche sul rapporto tra fotografia e arti performative. Dal 2024 fa parte, inoltre, del comitato scientifico e organizzativo di COREOGRAMMA. Coreografia, fotografia, danza in video, convegno annuale che esplora la relazione tra danza e linguaggi audiovisivi.