Dietro le quinte di «Scenario». D’Amico, Da Silva, De Pirro e gli accordi culturali tra Italia fascista e Germania nazista
Abstract
Il Dossier è uno dei risultati di una ricerca PRIN 2022. Si concentra particolarmente, ma non solo, sugli anni Trenta, spesso attraverso il filo di storie rappresentative di donne. Punto di partenza è il teatro di prosa, professionista e amatoriale, da cui si sviluppa una esplorazione di livelli nell’ottica del periodo meno centrali, materializzazione di pulsioni più o meno sperimentali, tra danza e prosa. Il discorso si apre in ramificazioni relative alla presenza della polizia politica; all’influenza anche sul teatro dei rapporti crescenti con la Germania; all’emergere, tra guerra e dopoguerra, di una generazione di registi “diplomati”, formati dall’Accademia di d’Amico; alle drammaturghe.
Nel saggio Dietro le quinte di «Scenario». D’Amico, Da Silva, De Pirro e gli accordi culturali tra Italia fascista e Germania nazista, Raffaella Di Tizio esplora un versante più vicino alla politica. Attraverso il filo di alcune dinamiche interne ed esterne a «Scenario», rivista centrale per il teatro negli anni del regime, e seguendo le attività di tre personalità che ne furono coinvolte – i fondatori, Silvio d’Amico e Nicola De Pirro, e Mario Da Silva, corrispondente dalla Germania – il saggio analizza i cambiamenti che attraversano, durante la dittatura fascista, il rapporto tra cultura e politica, con particolare riferimento al legame con il nazismo. Si evidenzia così il passaggio da una realtà dove il pensiero culturale sul teatro sembra ancora poter difendersi come entità autonoma, a quelle forme di condizionamento politico di ogni aspetto culturale che erano state meta del nazismo fin dal principio (come si osserva dalla rivista tedesca «Die Bühne»), e che il fascismo fa sue nella seconda metà degli anni Trenta in maniera sempre più sostanziale.
Parole chiave
Silvio d'Amico, Nicola De Pirro, Mario Da Silva, fascismo, nazismo, Italia e Germania, cultura e politica, Scenario, Die Bühne
Raffaella Di Tizio
Raffaella Di Tizio insegna storia del teatro e della danza al DAMS dell’Università Roma Tre. Si occupa soprattutto di teatro di epoca fascista, di ricezione del teatro tedesco in Italia, di storia degli attori e della storia della storiografia teatrale. È stata assegnista di ricerca dell’Istituto Italiano di Studi Germanici, docente di Teatro contemporaneo presso la Sapienza Università di Roma e ricercatrice ospite del DAAD presso l’Institut für Theaterwissenschaft della Freie Universität Berlin. Collabora con l’Enciclopedia Treccani, fa parte delle redazioni di «ETL – European Theatre Lexicon» e di «Teatro e Storia». Tra le sue pubblicazioni: “L’Opera dello straccione” di Vito Pandolfi e il mito di Brecht nell’Italia fascista (Aracne, 2018) e Prima della Duse. L’arte teatrale di Fanny Sadowski rivale di Adelaide Ristori (Ianieri, 2023).