Una danza sul dolore del mondo. Lettera
Abstract
Il nostro ultimo spettacolo è una azione per spazi aperti, La luce del nero. Doveva essere semplicemente una breve danza sui trampoli, sulle note del Bolero di Ravel, rischiarata da lampioncini di carta. Lentamente, quasi a nostra insaputa, durante le prove è diventato uno spettacolo sulla sofferenza, sull’ingiustizia, sulla guerra. Una preghiera laica e danzata sul dolore. Mi sono chiesto che senso ha per un teatro, per il teatro, porsi così di fronte a temi tanto enormi. Non riesco a pensare ad altra risposta che non sia questa: per protestare. Per scendere in piazza e levare i pugni al cielo. Ma anche per dare un minimo di conforto, di pietà, di quel tipo che solo il teatro può dare.
Parole chiave
Teatro tascabile di Bergamo, La luce del nero, Bolero
Ruben Manenti
Ruben Manenti si è laureato al DAMS di Bologna con una tesi dedicata alla trasmissione del sapere nel lavoro del Teatro tascabile di Bergamo - Accademia delle Forme Sceniche, in cui è entrato a far parte nel 2003. Il suo studio dell’arte teatrale si è andato precisando nei tre filoni principali in cui consiste il lavoro del TTB: il teatro di ricerca contemporaneo, il teatro in spazi aperti, l’incontro con la tradizione scenica orientale, frequentata con continuità nell’arco di più di vent’anni di lavoro con la pratica diretta dello stile Kathakali.