Grotowski sulla via della gnosi
Abstract
Grotowski ripetuto è un testo con una storia particolare: nasce da un incontro avvenuto a Danzica il 20 marzo 1981 tra Jerzy Grotowski e gli studenti della professoressa Maria Janion, illustre storica della letteratura, che ne curò la trascrizione per pubblicarla cinque anni dopo. Non è propriamente un testo di Grotowski, ma fu da lui approvato e apprezzato: «se si prendono in considerazione tutte e tre le annotazioni, allora – scrive Grotowski al curatore – secondo me il messaggio è scritto in modo più rigoroso che se provassi a scriverlo io stesso». La peculiare trascrizione scelta da Janion presenta tre versioni parallele, leggermente diverse tra loro, un po’ come nei quattro Vangeli. In questo incontro, Grotowski non tratta temi teatrali, ma – in mezzo alla rivolta di Solidarność e in un momento di grande incertezza politica – sceglie di parlare di gnosi e chassidismo. L’uditorio si chiede se, oltre ai temi personali, Grotowski non alluda anche, in modo indiretto, ai difficili tempi futuri. Nell’introduzione, Marina Fabbri spiega la genesi del testo e le diverse modalità con cui è stato discusso e interpretato. Nel suo saggio, Ruffini mostra come la gnosi – la cui prima menzione da parte di Grotowski risale proprio all’incontro di Danzica – sia stata l’obiettivo costante di tutta la sua ricerca, al punto che la vicenda personale e professionale di Grotowski può essere compresa come una vera e propria “via della gnosi”.
Parole chiave
Grotowski, gnosi, teatro povero, spiritualità
Franco Ruffini
Franco Ruffini ha insegnato Discipline dello Spettacolo, dapprima nello storico DAMS di Bologna, poi a Bari e infine a Roma Tre, fino al pensionamento nel 2010. Dopo studi sul Rinascimento, si è occupato soprattutto di teatro del Novecento e della problematica dell’attore. Tra le sue pubblicazioni in volume: I teatri di Artaud. Crudeltà, corpo-mente, Bologna 1996; Stanislavskij. Dal lavoro dell’attore al lavoro su di sé, Roma-Bari 2003 e 2005; Craig, Grotowski, Artaud. Teatro in stato d’invenzione, Roma-Bari 2009; L’attore che vola. Boxe, acrobazia, scienza della scena, Roma 2010, Grotowski e Gurdjieff, Napoli 2019. È tra i fondatori dell’ISTA (International School of Theatre Anthropology), ideata e diretta da Eugenio Barba.