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Il “teatro di Séraphin” di Antonin Artaud (La bella fatica del racconto)

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Abstract

Il testo sull’atleta del cuore doveva concludersi, nelle insistite intenzioni di Artaud, con un altro testo che poi, per ragioni non chiare, fu escluso dal Teatro e il suo doppio. Era intitolato al «teatro di Séraphin», famoso teatro d’ombre attivo a Parigi tra il 1781 e il 1870. Perché quel titolo, senza alcun rapporto apparente con il sottostante testo? Il saggio sostiene che il titolo fosse un espediente «poetico» per dedicare il testo a colui che, nei primi decenni del Novecento, aveva resuscitato a nuova vita il teatro delle ombre, Alexandre de Salzmann, la cui concezione del teatro era del tutto affine a quella di Artaud. In mancanza della prova regina, quella confessione che non c’è mai quando il segreto è un’evidenza per chi dovrebbe confessarlo, il saggio di Ruffini cerca di dimostrare la credibilità della sua tesi attraverso la «bella fatica del racconto».