La vita della memoria. Lettera su un archivio vivente
Abstract
Mi affascina il problema della memoria, ma non semplicemente in termini di conservazione di materiali d’archivio. A voi, Mirella Schino e Francesca Romana Rietti, che avete creato gli archivi dell’Odin insieme a Valentina Tibaldi, vorrei raccontare la nuova avventura che ho intrapreso con il Living Archive Floating Islands – Laflis – che stiamo costruendo a Lecce alla Biblioteca Bernardini. Vorrei raccontare la mia visione, più che i dettagli del progetto, o le istituzioni coinvolte: il percorso mentale da cui è nata questa idea. Il punto di partenza. Le spinte che sono alla base di tutto questo mio nuovo lunghissimo cammino.
Parole chiave
Memoria, Archivio, Odin Teatret, Laflis
Eugenio Barba
Eugenio Barba è regista e fondatore nel 1964 dell’Odin Teatret e nel 1979 dell’Ista (International School of Theatre Anthropology). Ha diretto più di ottanta spettacoli alcuni dei quali sono stati il risultato di un processo creativo di lunghissima durata. Tra i suoi scritti: La canoa di carta. Trattato di Antropologia teatrale (1992); Teatro. Solitudine, mestiere, rivolta; La terra di cenere e diamanti. Il mio apprendistato in Polonia. Seguito da 26 lettere di Jerzy Grotowski a Eugenio Barba (1998); La conquista della differenza (2008); Bruciare la casa. Origini di un regista (2005) e, in collaborazione con Nicola Savarese, L’arte segreta dell’attore. Un dizionario di antropologia teatrale (2005) e I cinque continenti del teatro. Fatti e leggende della vita materiale dell’attore (2017). Fa parte del comitato editoriale di diverse riviste scientifiche e ha ricevuto dottorati honoris causa da molte università, il Sonning Prize da quella di Copenhagen e il Premio Internazionale Luigi Pirandello.