Utopia e teatro. Nota sui Padri Fondatori
Abstract
Esiste un criterio che permette di muoversi fra i cosiddetti Padri Fondatori del Nuovo Teatro europeo, un criterio che dia conto della loro sostanziale unità, ma che non trascuri le differenze? L’autore propone di identificarlo nella passione, comune a tutti, eppure esercitata in ben diverso modo: intendendo la passione come amore tormentato, alimentato dall’insoddisfazione. Come amore per il teatro, dunque, ma insoddisfazione per la sua dimensione rappresentativa. È un criterio che permetterebbe di distinguere in maniera più fondata i riformatori – con in testa Stanislavskij – dai rivoluzionari – con in testa Mejerchol’d – e dagli utopisti – con in testa Craig, e poi Artaud e Grotowski.