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Martiri e cavalieri. In viaggio verso la «ta’ziyeh»

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Abstract

Spesso citata come la sola forma di teatro tradizionale nel mondo musulmano, la ta’ziyeh è insieme un rituale e una sacra rappresentazione che celebra gli eventi del mese di ottobre del 61 Anno Hegirae (680 d.C.), quando l’Imam Hussein ibn Ali, nipote del profeta Maometto, fu massacrato nella pianura di Kerbela (oggi in Iraq) insieme alla sua gente per non rinunciare alla guida suprema dell’Islam. Con il martirio di Hussein si consolidò lo Sciismo, ramo minoritario dell’Islam opposto al Sunnismo. In questo scritto l’autore racconta i viaggi compiuti per conoscere la ta’ziyeh, divenuta uno spettacolo epico-religioso ancora oggi messo in scena in Iran (ma anche in altre parti del mondo come l’India e Trinidad) e trasformata anche in spettacoli che viaggiano all’estero nei festival o nelle programmazioni dei teatri occidentali.