Osservando la performance nel passato. Da “I re taumaturghi” a “Il grande massacro dei gatti”
Abstract
Il saggio s’interroga sul valore e sull’utilità del concetto di performance culturale, introdotto dall’antropologia culturale intorno alla metà del secolo scorso, per l’osservazione diretta e soprattutto per lo studio del passato delle culture teatrali. Concentrandosi sui parallelismi tra gli strumenti del lavoro antropologico sul campo e le focalizzazioni del tempo e dello spazio nella ricerca storica, e dopo un cenno all’opera inaugurale di Marc Bloch sul cerimoniale della regalità sacra, si approfondiscono alcuni esempi in cui la storiografia del secondo Novecento ha dilatato, ricorrendo esplicitamente o indirettamente a Turner e all’antropologia interpretativa di Clifford Geertz, i confini dell’analisi delle culture e della storia sociale. Al centro il dibattito suscitato dal celebre saggio del 1984 di Robert Darnton sulla cruenta rappresaglia messa in atto, verso il 1730, dai lavoranti di una tipografia parigina contro i gatti del padrone. Un’analisi che, a dispetto delle controversie sul metodo, ha comunque prodotto acquisizioni concrete e spostamenti di campo nell’indagine sulle tradizioni, le istanze e le identità coinvolte nelle pratiche rappresentative.